È proprio vero che in discesa rotolano anche i sassi? Un vero Resegupper sa benissimo che, dopo i quasi 10 km di salita e i 1663 m di dislivello fino alla vetta del Resegone, lo attende tutto il tratto di discesa. Per non vanificare la fatica fatta per arrivare in cima, bisogna essere capaci di affrontarlo al meglio.

Concentrazione, lucidità, coraggio e preparazione sono gli ingredienti più importanti per gestire la discesa, evitando infortuni dati dal terreno sconnesso e i classici dolori muscolari che potrebbero comparire nei giorni successivi alla gara.
Durante la corsa in discesa i muscoli antigravitari (quadricipite, tibiali e glutei) svolgono un lavoro eccentrico particolarmente accentuato – necessario per “frenare” la caduta – che comporta un danno maggiore alle fibre muscolari rispetto alla corsa in piano o in salita, con perdita di organizzazione dei sarcomeri.
Quello che emerge e si manifesta è il DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness): dolore non localizzato distribuito sulle fasce muscolari, a insorgenza tardiva, che può creare una riduzione della capacità di esprimere forza post esercizio e richiede tempi di recupero più lunghi (2/3 giorni).

Come affrontare quindi la discesa? Può sembrare strano ma esiste una tecnica di corsa anche per i tratti a pendenza negativa. Lavorare su quest’aspetto può aiutare a limitare i rischi di infortuni e prevenire i dolori muscolari a cui spesso vanno incontro i principianti.
L’errore classico è quello di stare arretrati col busto e con le spalle: bisogna proiettarsi in avanti in modo che il corpo sia perpendicolare al terreno rimanendo rilassati con spalle e collo. Le braccia hanno una funzione stabilizzante per il mantenimento dell’equilibrio; il contatto del piede di avampiede deve essere breve e frequente e lo sguardo deve essere rivolto davanti ai propri piedi per anticipare salti, cambi di direzione, e curve.
Rimanendo decontratti e prestando attenzione a questi particolari tecnici è possibile non solo guadagnare tempo e posizioni in classifica, ma anche prevenire dolori e carichi eccessivi su ginocchia e schiena.

Con questi piccoli accorgimenti, anche se non sei un discesista innato, riuscirai a gestire al meglio anche la seconda parte della gara.

Piazza Cermenati ti aspetta! Forza!

Dott. Laura Papini
Laureata in Scienze Motorie

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