ReseBlog. La corsa e il dolore al tendine d’Achille

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ReseBlog. La corsa e il dolore al tendine d’Achille

Durante o dopo una corsa avvertite un fastidio tra la fine della muscolatura della gamba e il tallone? Toccate il tendine, pinzandolo fra le dita e avvertite un dolore acuto? Scendete dal letto la mattina e faticate a muovere i primi passi?

Probabilmente siete alle prese con una tendinopatia achillea, una delle patologie che, in forma più o meno grave, affligge il tendine più grosso e forte del nostro corpo: il tendine d’Achille. Questa patologia, in forma acuta o cronica, interessa sino al 50% dei soggetti che praticano sport.

Nella maggior parte dei casi la tendinopatia achillea si manifesta con un dolore che interessa la zona tra i 2 e i 6 cm sopra l’inserzione sul calcagno.

L’insorgenza del dolore non è soggetta a regole specifiche in termini di tempo, modalità, intensità e durata: alcuni corridori iniziano ad avvertire dolore sin da ragazzi, per altri si tratta di episodi sporadici di qualche settimana, che si risolvono spontaneamente. In alcuni il dolore, pur persistente, non è invalidante; altri invece hanno un dolore così intenso che arrivano a credere che appendere le scarpe al chiodo sia l’unica scelta possibile.

Per comprendere meglio la patologia,iniziamo a sfatare alcune delle più diffuse leggende metropolitane.

Il riposo riduce il problema e il dolore. FALSO!
Immobilizzazione, assenza di carico e riposo assoluto si sono rilevati controproducenti. Se il vostro tendine cambia struttura e poi ve ne andate con le stampelle, il tendine continuerà ad avere una struttura alterata e appena ricomincerete a correre vi farà male come e probabilmente più di prima.

Il Tendine d’Achille s’infiamma determinando l’insorgenza di una tendinite. FALSO!
Il tendine d’Achille ha una struttura complessa e non si infiamma; quando fa male non è corretto parlare di tendinite, bensì di tendinopatia.

È necessario fare esami strumentali prima di rivolgersi ad uno specialista. FALSO!
Ecografia o risonanza magnetica consentono di rilevare una tendinopatia, ma nulla possono dire in relazione all’entità, all’intensità del dolore e alla prognosi. Spesso possono essere molto ingannevoli.

Ghiaccio e antinfiammatori aiutano. FALSO!
Il ghiaccio non ha ancora un effetto chiaro. Probabilmente non fa male ma non fa nemmeno bene. L’assunzione di farmaci antinfiammatori può essere utile nelle fasi iniziali ma non sul lungo periodo.

Ho male perché faccio poco stretching/ per guarire devo fare più stretching. FALSO!
Lo stretching può essere utile per favorire il recupero della mobilità e per correggere alcuni fattori predisponenti – retrazione muscoli posteriori della coscia – ma è privo di effetti diretti sul tendine.

Più invecchio e più sono a rischio di problemi ai tendini. FALSO!
La terza decade di vita è quella più colpita.
Inoltre gli uomini sono più soggetti a tendinopatie delle donne.
Gli estrogeni hanno effetto protettivo e non a caso il dolore tendineo aumenta esponenzialmente nelle donne dopo la menopausa.

Correre sempre su superfici dure o con scarpe consumate predispone a problemi ai tendini. FALSO!
Non esistono studi che dimostrino una relazione diretta fra gli infortuni tendinei e il terreno o la tipologia di calzatura. Sicura è invece la relazione con il body mass index e con squilibri biomeccanici come una ridotta mobilita di caviglia, muscolatura troppo corta ed eccessiva pronazione

Sono note le cause che determinano il manifestarsi del dolore. FALSO!
Nonostante i numerosi studi in materia, non è dato sapere con certezza quali siano i fattori che scatenano il dolore.

Il carico eccessivo e non graduale rappresenta sicuramente il principale fattore di rischio d’incorrere in una tendinopatia.

Durante la corsa e i salti i tendini possono arrivare a sopportare carichi sino a 350 kg, ma il grado di sopportazione varia da individuo ad individuo e si rendono pertanto necessari allenamenti mirati che tengano conto delle caratteristiche di ognuno.
Nel tendine si verificano cambiamenti strutturali progressivi e solitamente asintomatici, correlati al carico al quale sono sottoposti.

Immaginate di volere tagliare 1000 quintali di legna con motosega e accetta. Se iniziate ora e lavorate per 12 ore di fila domani non vi muoverete più. Se decidete di continuare ad oltranza sino quando avrete finito… morirete prima voi.

Se optate per 8 ore di lavoro al giorno, ma senza mai concedervi giorni di riposo, prima o poi vi verranno dolori tali che vi costringeranno a stare fermi a lungo.
La strategia migliore è iniziare a capire cosa si deve fare, lavorare un pochino. Riposare e ricominciare facendo un pochino di più. Allenare i propri muscoli e la propria schiena, lasciando il tempo di recuperare. Piano piano il lavoro procederà e voi diventerete sempre più abili, senza bloccarvi ne con la schiena ne con le braccia.

Il vostro corpo per poter tagliare 1000 quintali di legna va allenato. Lo stesso discorso si può fare coi tendini e la corsa: devono adattarsi allo sforzo, rinforzarsi e riposare, in un sottile gioco di equilibri tra quello che volete e quello che potete fare.
In caso contrario il tendine invece che adattarsi al carico degenera, compare il dolore ed arrivano i guai.

Cosa fare quindi per evitare che il tendine d’Achille si trasformi nel tallone d’Achille?
Cercate di prevenire.

Fate molta attenzione ai carichi, al loro incremento graduale e a gestire correttamente i riposi. Tenete il peso sotto controllo e prestate attenzione agli squilibri biomeccanici.
Se insorge il dolore non sottovalutatelo e rivolgetevi senza indugio a un esperto.
Diffidate dalle terapie fai da te ed evitate le ricerche su google. Tenetevi alla larga da maghi, santoni, massaggiatori, chiropratici posturologi e osteopati sine titulo.

Affidatevi solo a medici e veri fisioterapisti.

Lo scorretto trattamento della tendinopatia achillea da parte di soggetti privi delle necessarie competenze potrebbe infatti pregiudicarne in modo irreversibile la guarigione.
Il professionista sanitario saprà valutare in modo corretto il problema e indicare la soluzione che più si adatta al caso concreto, suggerendovi i necessari esercizi di rinforzo, le eventuali terapie fisiche, la correzione posturale e gli allenamenti adeguati.

Ponetevi obiettivi realistici e alla vostra portata!

Vero è che nulla è impossibile, ma se le uniche corse che avete fatto sino a oggi sono quelle per non perdere il treno o l’apertura di Zara il primo giorno dei saldi… meglio optare per una 10k piuttosto che per una maratona.

Renzo Raimondi
www.fisiorun.it

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